La storia del ChievoVerona

Il Chievo viene fondato nel 1929 da un gruppo di appassionati sportivi della piccola frazione di Verona. La squadra, costituita con pochi mezzi ma grande entusiasmo, non partecipa ai campionati ufficiali della Federazione, ma disputa tornei amatoriali e partite amichevoli contro le squadre dopolavoro di altri paesi della provincia.

I giocatori vestono i colori biancocelesti: il gialloblù viene infatti adottato nella stagione sportiva 1957/58. Per molti anni la fama del ‘Cardi Chievo’ (dal nome dello sponsor) è limitata alla regione, fino alla promozione nel 1975 in serie D. La svolta si ha con il coinvolgimento in prima persona di Luigi Campedelli, già sponsor della squadra come patron dell’industria dolciaria Paluani, che ancora oggi contrassegna le maglie del Chievo. Con Campedelli il Chievo, guidato dall’allenatore De Angelis, conquista la promozione in C2 nel 1987 e quindi in C1 nell’89 con mister Gianni Bui.

Luigi Campedelli, che nel 1990 aveva assunto la dirigenza della Società aggiungendo a Chievo il nome di Verona - perché meglio si identificasse la squadra con la città - scompare improvvisamente nel 1992. La guida societaria è assunta dal figlio Luca, attuale presidente del ChievoVerona. Luca Campedelli promuove Giovanni Sartori a Direttore Sportivo e affida la squadra all’allenatore in seconda Alberto Malesani.

A Carrara, il 29 maggio 1994, ultima di campionato, il sogno si realizza: il ChievoVerona è in serie B. Nella stagione 1997/98 la squadra è guidata da mister Baldini, che ottiene il 10° posto. Nell’anno 2000/01 arriva Luigi Del Neri e il Chievo, dopo un campionato esaltante per gioco e risultati, conquista la storica promozione in serie A.

Il ChievoVerona diventa la favola del calcio: per capire il ‘fenomeno Chievo’ arrivano giornalisti e televisioni da tutto il mondo. Storico il primo derby in serie A con il Verona (sfortunato il ChievoVerona all’andata, si riscatta al ritorno). La squadra di Del Neri finisce con 54 punti, al quinto posto dietro Juve, Roma, Inter e Milan, conquistando l’accesso alla Coppa Uefa e sfiorando la Champions League.

Dopo la prima, strepitosa annata in serie A, il ChievoVerona riesce a riconfermarsi ad alti livelli: 7° nella classifica finale, sfiora la qualificazione in Coppa Uefa. Il Chievo continua a conquistare tifosi e simpatizzanti in Italia e nel mondo e si merita la costante attenzione dei media nazionali e internazionali che ne seguono le imprese con interesse e ammirazione.

Nel 2003/04, i gialloblù chiudono la terza annata in serie A con 44 punti e salutano mister Del Neri, a cui subentra Mario Beretta. Ma nella fase finale della stagione i risultati non premiano le buone prestazioni del Chievo e a tre giornate dalla fine la Società esonera Beretta affidando la squadra al suo vice, Maurizio D'Angelo, storico capitano gialloblù. Il Chievo conquista la salvezza nell’ultima giornata di campionato con la Roma all’Olimpico: è ancora serie A.

A D’Angelo subentra 'Bepi' Pillon, con cui il ChievoVerona si appresta ad affrontare la sua 5^ stagione consecutiva nella massima serie. E' un'annata straordinaria: dopo la salvezza, conquistata con 11 giornate di anticipo, i gialloblù provano ad inseguire l'obiettivo Uefa. Traguardo centrato per la seconda volta nella storia della Società.

La squadra gialloblù si trova, dopo le penalizzazioni di Calciopoli, a lottare addirittura per un posto in Champions League. La formazione veronese viene eliminata però nella fase preliminare dal Lewski Sofia. Amaro anche il doppio confronto in Uefa con lo Sporting Braga, con un'eliminazione arrivata ai tempi supplementari. Rimane il campionato, e per i gialloblù la partenza è in salita. Cinque sconfitte e un pareggio nelle prime sei partite 'costano' la panchina a mister Pillon. Al suo posto ritorna Del Neri. Alti e bassi nella parte centrale della stagione e i gialloblù si ritrovano, inaspettatamente, a giocarsi la salvezza nell'ultima partita di campionato: Catania-Chievo sul campo neutro di Bologna. Il campo dice 2-0 per il Catania: la squadra gialloblù torna nella serie cadetta, dopo sei stagioni indimenticabili.

La stagione 2007/08 riparte dalla serie B. Un campionato difficile, una lunga maratona che il Chievo vive da protagonista. A vittorie convincenti si alternano passi falsi come i ko con avversari 'di prestigio' quali l'AlbinoLeffe e il Bologna. La prima grande vittoria al cospetto di una diretta concorrente è quella contro il Brescia. Con il Mantova, si registra la quarta sconfitta del girone di andata, ma anche l'ultima prima di uno strepitoso ciclo di risultati positivi. Il Chievo chiude in bellezza il girone di andata al secondo posto. Dopo 20 turni di imbattibilità, i gialloblù vengono fermati di nuovo dal Mantova. Ma il successo con il Vicenza, che vale al capitano Pellissier il 22° centro stagionale, lascia intuire che la promozione non è lontana. Per avere la certezza bisogna aspettare Grosseto: pareggio, sorrisi, lacrime e grande festa, il Chievo è in serie A. Il 2-2 interno con il Bari, nel giorno della grande festa di fronte ai propri sostenitori, garantisce il primo posto e regala la gioia di alzare la Coppa sotto una pioggia di coriandoli gialloblù. Il ChievoVerona è tornato ad occupare la categoria che merita ed è pronto a scrivere un'altra storia, con un grazie a tutti quelli che non hanno mai smesso di crederci.

Il campionato 2008/09. Se l’indimenticabile conquista della promozione nella massima serie aveva consacrato il passaggio del ChievoVerona da favola a realtà del calcio italiano, nella sua settima avventura in Serie A il club gialloblù ha dimostrato ancora una volta di essere in grado di realizzare delle vere e proprie imprese. Contro ogni pronostico iniziale, a causa di un avvio di campionato poco incoraggiante ‘costato’ anche l’esonero a mister Iachini, grazie a un ritorno ‘da grande’, il Chievo guidato da Di Carlo ha conquistato una salvezza meritata. Un obiettivo raggiunto soprattutto grazie all’impegno e alla passione del mister e lo staff, dei suoi ragazzi, della Società e di tutti coloro che ci hanno sempre creduto.

Dopo un'estate trascorsa con un occhio ai Mondiali di Sudafrica – in cui scendono in campo i gialloblù Bojan Jokic e il neo arrivato Bostian Cesar, entrambi con la maglia della Slovenia – a San Zeno di Montagna la stagione 2010/11 parte con la novità in panchina dell’arrivo di Stefano Pioli, già mister della formazione Primavera, al posto di Mimmo Di Carlo passato alla Sampdoria. Il torneo di Serie A per il Chievo parte con una grande soddisfazione: quella di ritrovarsi, dopo nove anni dall’ultima volta, da solo in testa alla classifica. Il risultato è ottenuto alla seconda giornata grazie al successo sul Catania ottenuto all’esordio al Bentegodi e al 3-1 impartito al Genoa in quel di Marassi. Il resto del campionato, che si sviluppa in posizioni di sicurezza, è impreziosito da altre pagine di storia come la prima vittoria sulla Juventus e la salvezza conquistata a Firenze sul difficile campo del “Franchi”, non nuovo a ricordi felici. Tra le prestazioni individuali spicca il centesimo gol di Sergio Pellissier realizzato con la maglia del Chievo: un premio meritatissimo per le qualità e l’attaccamento alla maglia del bomber nonché capitano gialloblù.

La stagione 2011/12 è la decima nella massima serie. Un traguardo sportivo molto più che simbolico ottenuto grazie all’ottima quanto oculata gestione da parte della società delle risorse sia tecniche che economiche. Il Presidente Luca Campedelli e il Direttore Giovanni Sartori richiamano sulla panchina Mimmo Di Carlo. Il nuovo mister affronta il campionato con la rosa più cosmopolita della storia del club veronese. Sono addirittura quattordici i giocatori nati oltreconfine a scendere in campo con la maglia gialloblù. Tra questi, l’italianissimo Davide Moscardelli – “romano” di Mons, in Belgio – che sigla il gol decisivo sul Napoli alla terza giornata, un sorprendente successo che agevola la partenza della formazione scaligera. Da lì in poi Sergio Pellissier e compagni veleggeranno in acque tranquille per tutto il campionato, centrando la salvezza senza particolari difficoltà e i quarti di finale in Coppa Italia per la terza volta nella propria storia.

Nata sotto i migliori auspici, la stagione 2012/13 riserva qualche preoccupazione nella prima parte di campionato. La vittoria sul Bologna nella giornata inaugurale è seguita da cinque sconfitte consecutive. Suona l’allarme e il timone della guida tecnica passa da Mimmo Di Carlo a Eugenio Corini, ex baluardo del centrocampo gialloblù negli anni della “Favola”. La svolta nel rendimento e nei risultati permettono alla squadra di risalire la corrente. Una tripletta di Alberto Paloschi – la terza di un giocatore del ChievoVerona in Serie A – contribuisce alla vittoria spartiacque in casa del Genoa. Il buon rendimento della difesa, la leadereship di Luca Rigoni sulla linea mediana e l’exploit di Cyril Théréau in fatto di marcature – 13 complessive in stagione, eguagliato il record di Amaurì tra i giocatori stranieri – permettono di conquistare piuttosto agevolmente la quinta salvezza consecutiva e togliersi qualche soddisfazione con le vittorie su avversarie prestigiose come Napoli e Roma, superata sia in casa che in trasferta.

La stagione 2013/14 coincide con la dodicesima partecipazione al campionato di Serie A. Alla guida tecnica in estate è chiamato Giuseppe Sannino. Le positive premesse delle prime uscite stagionali non si traducono nel preludio di una stagione tranquilla: la squadra ha un'involuzione e sei sconfitte consecutive seguite da due pari senza gol fanno squillare la sirena d’allarme. Analogamente alla stagione precedente, è Eugenio Corini il medico chiamato a curare un Chievo in fondo alla classifica. Il “Genio” ridisegna la squadra e i gialloblù cambiano marcia: la vittoria del derby con l’Hellas Verona, conquistata all’ultimo secondo grazie ad una perla di Lazarevic, segna la riscossa. Rigoni e soci inanellano quattro successi consecutivi tra campionato e Tim Cup e rilanciano le proprie quotazioni. Stabilito il record d’imbattibilità della storia del club nella massima serie (515 minuti), l’ottovolante gialloblù riprende però a scendere nel corso dell’inverno nonostante lusinghieri pareggi a casa di Inter e Napoli. La risalita avviene attraverso la gestione scientifica degli scontri diretti con le antagoniste in corsa per la salvezza. Le vittorie con Catania, Genoa, Bologna e Livorno - con un Paloschi letale in area di rigore - consentono di tenere un margine sulla zona a rischio fino alla penultima giornata quando, un colpo di testa vincente di Dainelli regala al Chievo la vittoria sul Cagliari e la matematica salvezza, festeggiata sette giorni dopo al Bentegodi con un 2-1 sull’Inter firmato da Obinna.